Apulian Club – Associazione Buongustai

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Ci si prepara al Venerdì Santo, il giorno del digiuno. Secondo il rito funebre, la morte di Gesù, rappresenta la morte di un caro, e secondo la tradizione non può mancare la preparazione in casa della focaccia con la cipolla..

focaccia cipolle salento deliciousalento

 

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    Alcuni ricercatori hanno testato le qualità dei pistacchi su un gruppo di giovani, ci si è resi conto delle proprietà antiossidanti contenuti in questa frutta secca e dei benefici che essi hanno sul nostro cuore, abbassano il colesterolo, il diabete e prevengono il cancro. Proprietà eccezionali di cui poco si parla, infatti pochi sanno che oltre alle proprietà antibatteriche ed antinfiammatorie, i pistacchi hanno un potere antiossidante superiore al mirtillo e al succo di melograno.

    Il dottor Giorgio Donegani, esperto in nutrizione ed educazione alimentare e Presidente di Food Education Italy ha evidenziato in una pubblicazione le proprietà dei pistacchi sulla sessualità maschile, riconoscendo a questo frutto, la capacità di migliorare il flusso sanguigno e l’erezione.

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      Vinitaly 2015

      24.03.2015

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      Sono tante le curiosità del Vinitaly 2015, dall’autovelox laser che misura il tasso alcolico di chi guida al gioco del Monopoly rivisto in chiave enologica per gli amanti del vino, il “Monopoly de la France viticole” per giocare diventando proprietari di vigneti francesi, dallo Champagne a Bordeaux, dalla Borgogna alla Vallée du Rhônemonopoly01

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        The kind of food we eat depends on which part of the world we live in, or which part of our country we live in. For exemple, in the South of China the eat rice, but in the North eat noodles. In Scandinavia, they eat a lot of herrings and the Portuguese love sardines. But in Central Europe, away from the sea, people don’t eat so much fish, they eat more meat and sausages. In Austria, Germany and Poland, there are hundreds of differents kinds of sausages. In North America, Australia and Europe, there are two o more courses to every meal and people eat with knives and forks. In China there is only on course, all the food is togheter on the table, and they eat with chopsticks. In parts of India and the Middle East people use their fingers and bread to pick up the food.

        Nowadays it is possible to transport food easily from one part of the world to the other. we can eat what we like, when we like, at any time of the year.

        Banana come from the Carribbean or Africa; rice comes from India or the Usa; strawberries come from Chile or Spain.

        Food is very big business. But people in poor countries are still hungry, and people in rich countries eat to much.

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          In Francia, dal Carrefour all’Auchan è possibile da poco acquistare snack salati a base di insetti e mentre i consumatori si dividono tra disgusto e curiosità, la Fao sottolinea la necessità di un’alimentazione in cui le proteine non possono rimanere solo quelle derivate dalle carni rosse o bianche, gli insetti infatti, sono ricchi di grassi, proteine e sali minerali, ritenuti una vera prelibatezza nel mondo orientale.

          Gastronomi, organizzazioni umanitarie e scienziati sono tutti d’accordo nel percorrere questa strada, che porterà nel 2050 l’adeguato apporto alimentare ad una popolazione mondiale in costante crescita.

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            Diceva il filosofo: l’uomo è quello che mangia. Vergognosa considerazione e vergognosissimo giudizio: l’uomo è ormai ciò che sogna di aver mangiato o ricorda di aver mangiato o desiderebbe mangiare.

            Nel corso dei millenni, l’uomo che fu cacciatore e quindi carnivoro, contadino e quindi onnivoro, urbanizzato e quindi precotto, ha mutato infinitamente il modo di mangiare. Però ne parla. Più si mangia male, più vengono pubblicati libri, enciclopedie, dispense, trattati, memoriali su “come mangiare” e sul “come si mangiò”, sul come ricostruirsi cuochi in cucina con tanto di ricette.

            Oggi l’uomo occidentale mangia quel che può, in ogni caso troppo! In aereo, in treno, nei viaggi “tutto compreso” (anche la gastrite è compresa).

            Mangiare sobrio, mangiare italiano, mangiare poco e bene sono argomenti utopistici. Mentre gli americani rispolverano la Dieta Mediterranea, noi italiani scopriamo il gusto di ingozzarci con un’alimentazione ricca di grassi, che non costituisce tanto il peccato di “Gola”, bensì il metro di dismisura e di ricchezza, di spreco e di nullismo.

            Il cibo fu sacro e oggi non lo è più, troppo a portata di mano, troppo da godere, troppo da gettare, troppo in tutto. Le madri fanno mangiare i bambini all’infinito, ingozzandoli come oche, gli adulti non si risparmiano.

            Nei ristoranti,  i cibi esotici spiazzano le nostre modeste vivande, nate da una cucina povera e proprio per questo astuta, completa, unica. Per far festa vogliamo champagne e ostriche. Dimentichiamo che solamente lo stare insiee a tavola è un rito, raduna la gente, le famiglie, e tutto questo risulta sempre più raro di questi tempi. La gente inghiotte frettolosamente, guarda il telegiornale, risponde al telefono, mugugna e divora, divora e mugugna.  Ristabilire il rito, con le sue cadenza e le sue devozioni e antiche abitudini è un obiettivo che appare quasi come un oasi nel deserto.

            Noi buonngustai del terzo millennio amiamo il cibo pulito, nostrano, senza alterazioni e senza infingimenti. L’uomo – da sempre – ricorda i cibi dell’infanzia perchè è nato e cresciuto con loro. E durante l’infanzia, chi mai ha mangiato caviale?

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              Ricetta a cura della Trattoria Amatulli di Alberobello

              Ricetta per 2 persone

              Ingredienti: 200 gr. di Fricelli strascinati, olio, peperoncino e sale Q.B. 200 gr. di rucola, 4 patate a fettine, 4 filetti di Acciughe, e pomodorini appesi una decina.

              Preparazione: Fare il soffritto con aglio olio extravergine di oliva e poco peperoncino, aggiungere le patate lesse a fettine, i pomodorini e le acciughe. Cuocere i fricelli, saltarli nel soffritto e amalgamarli con un mestolo di acqua di cottura e una spolverata di formaggio.

              Inpiattare e finire con del pangrattato fritto a pioggia e i pomodorini essiccati in forno.


              Buon Appetito Gianvito Amatulli.

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                Ricetta a Cura dello Chef Franco Laterza – La Cucina Regionale Italiana

                per 4 persone

                600 gr di fesa di tacchino in 4 fette; 350 gr di mozzarella di bufala campana; 8 pomodorini ciliegia; 1 pizzico di aglio; 1 mazzetto di erba cipollina; 4 cucchiai di olio di oliva; sale; pepe.

                Procedimento:

                In un padella capiente fate rosolare con 3-4 cucchiai di olio ben caldo lo spicchio di aglio con la buccia. Una volta dorato toglietelo dal condimento.

                Disponete nell’olio aromatizzato le fette di tacchino, salatele leggermente e fatele rosolare, a fuoco medio, finché appariranno ben dorate. Voltatele e proseguite la cottura per altri 5 minuti, aggiustando il sale.

                Scolate bene la mozzarella di bufala dal liquido di conservazione e ricavatene una dozzina di fette piuttosto spesse. Montate i pomodorini privandoli del picciolo, lavateli in acqua fredda corrente, asciugateli e tagliateli a metà.

                Quando la carne sarà quasi completamente cotta (per capire il grado di cottura punzecchiatela con una forchetta: il siero che fuoriesce non deve essere rosato ma trasparente), disponetevi sopra tre fettine di mozzarella e due pomodorini leggermente schiacciati.

                Proseguite la cottura per altri 3-4 minuti circa, fino a quando il formaggio inizierà a sciogliersi. Pepate generosamente e decorate con fili di erba cipollina tagliuzzati con le forbici. Togliete dal fuoco e servite immediatamente.

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                  La ricetta di Zia Nina

                  Ingredienti per l’impasto:

                  500 gr di farina, 250 gr di burro, 250 gr di zucchero, 2 uova, un pizzico di lievito Pan degli Angeli, scorza di limone grattugiata

                  Ingredienti per il ripieno:

                  Ricotta, uova zucchero qb e limoncello

                  Procedimento:

                  Una volta ben amalgamati gli ingredienti per l’impasto, disporre una teglia dar forma all’impasto che verrà riempito con gli ingredienti del ripieno, anch’essi ben amalgamati.

                  Infornare a 180°

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                    La ricetta a cura dello Chef Franco Laterza, Corso di Cucina Regionale Italiana

                    per 10 porzioni
                    Melanzane 1 kg; Grana; Farina 100 gr; Sgombro 1,5 kg; Uova 4; Pomodori freschi 1.5 kg; Basilico 1 mazzo; Cipolla 50 kg; Sale; Pepe; Pinoli 50 gr; Olio d’oliva; Stampini di stagnola 10; Olio per friggere 1l; Pecorino 100 gr; Mozzarella fior di latte 500 kg.
                    Procedimento
                    Tagliare a fette le melanzane a cerchi di spessore di 10 mm, fare una pastella comune e friggerle come si fa a casa. Sfilettare lo sgombro, tagliare la mozzarella , condire dopo tagliato il pomodoro con sale, olio, basilico e pepe.
                    Quindi preparare gli stampini imburrati, foderare gli stampini con lo sgombro salare e pepare, poi aggiungere la fetta spessa di mozzarella un cucchiaio di pomodori conditi, chiudere lo stampo con lo sgombro, spolverare con il pecorino e cuocere in forno a 170 ° per 12 minuti.
                    Creare una salsa leggera di pomodoro con aglio, frullare e comporre il piatto.

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