Mi è stato chiesto recentemente, durante una visita, in che maniera l’eccesso di grasso e l’obesità in genere possono essere la causa della formazione di un tumore, qualunque esso sia. Voglio condividere la risposta anche con voi, perché poniate più attenzione alle vostra scelte alimentari per vivere meglio (in salute) e più a lungo. Ebbene, il grasso, soprattutto quello viscerale, può essere causa di molte malattie come diabete, ipertensione, infarto, arteriosclerosi e tumori. Più saremo dotati di massa grassa più saremo dotati di uno scomparto nel quale potranno accumularsi le tossine cancerogene liposolubili. Quindi, dimagrire, cioè perdere massa grassa, e non magra, come accade nella maggior parte delle diete ipocaloriche, tendenzialmente aumenterebbe la possibilità di smaltire queste tossine dannose e di accumularne delle altre.

E allora meno CICCIA per tutti!
Dott.ssa Sara Fiume – nutrizionista
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Ingredienti per 4 persone
350 gr di tagliolini, 1kg di cozze, vongole veraci, 8 scampi, qualche pomodorino maturo, un bicchiere di passata di pomodoro uno spicchio di aglio, un ciuffo di prezzemolo, un peperoncino, olio, sale e pepe
Procedimento
Ammollare le vongole in acqua e sale per mezz’ora e pulire anche le cozze dalla barbetta.
Soffriggere in padella aglio, olio e poi unire un pizzico di peperoncino; quindi unire le cozze, le vongole sgocciolate, gli scampi e qualche pomodorino e sfumare quindi con il vino. Cuocere il tutto a fuoco medio coperto fino a che cozze e vongole si aprono.
Nel frattempo lessare i tagliolini in acqua bollente, scolarli molto al dente, unirli in padella con il sugo di frutti di mare e un bicchiere di passata di pomodoro.
Lasciate insaporire qualche istante a fiamma bassa, poi ponete il tutto in un piatto da portata a coppetta cospargendo di prezzemolo fresco.
Rivestire il piatto da portata con la pasta di pane, far aderire bene e cuocere in forno ventilato a 180° fino a cottura della pasta della pizza.
Servire il tutto ben caldo
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a cura della Nutrizionista Sara Fiume
Se queste feste, seppur cariche di allegria e convivialità, vi hanno regalato qualche chiletto in più sulla bilancia, non demoralizzatevi miei cari amici!!! Siam tutti sulla stessa barca, e da oggi tutti con la stessa destinazione: ritrovare il peso forma riprendendo i cardini della corretta alimentazione, uno stile di vita sano e tanta buona volontà! Si, perché senza di quella siam fritti come il baccalà della Vigilia.

Per consigli non esitate a contattarmi e tenetemi aggiornata sui vostri successi, di cui bisogna andar fieri. Se mi seguirete, nei prossimi giorni cercherò di darvi dei validi consigli.
Un caro saluto!
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a cura della Nutrizionista Sara Fiume

C’è chi senza riuscire a godersi a pieno le feste, già prevede il rischio di ritrovarsi i primi di gennaio con qualche chilo di troppo e con l’ansia di doverlo abbattere immediatamente. Tuttavia, non pensate che i chili in eccesso siano tutti necessariamente chili di grasso: avete mangiato più del solito, consumato cibi più salati e meno leggeri. Non costringetevi a digiuni post scorpacciate. Abbiate pazienza e costanza e riprendete in mano le vostre sane abitudini consolidate prima delle feste. Che sia un felice 2012 in salute!!!
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La ricetta dell’Executive Chef Angelo Sabatelli (Ristorante Masseria Spina)

Ingredienti
4 Carciofi (puliti, affettati e saltati con aglio e olio); 4 Uova; 60 gr Parmigiano grattugiato (o pecorino); 20 gr Panna; Burro fuso q.b.; Pasta fillo q.b.; sale e pepe q.b.
Zabaione 100 gr Panna; 50 gr Brodo Vegetale; 50 gr Parmigiano Grattugiato; 2 Tuorli d’Uova; sale q.b.
Preparazione
In una bacinella mettere le uova, il parmigiano e la panna, sbattere bene e aggiungere i carciofi leggermente tritati, aggiustare di sale e pepe e riservare.
Con il burro fuso spennellare dei quadrati di pasta fillo di circa cm10×10, foderare 4 stampi di alluminio con i quadrati di pasta e riempirli con il composto di carciofi e chiudere la superficie a fagottino.
Riscaldare il forno a 180*c e infornare i fagottini per circa 8/10 minuti (è preferibile non cuocerli troppo).
In un pentolino mettere la panna e il brodo e portare a bollore, togliere dal fuoco, aggiungere il parmigiano e aggiustare di sale, aggiungere i tuorli e montare con un frullino a immersione.
Versare lo zabaione su 4 piatti, mettere gli sformati a centro e completare a piacere con dell’insalata riccia, germogli di spinaci e delle gocce di vincotto di fichi.
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I consigli della Nutrizionista
Carissimi Buongustai,
la prima regola che voglio trasmettervi a qualche giorno dal Natale è “IMPONETEVI DELLE REGOLE” e “AUTOCONTROLLO”. Ha poco senso fare diete da fame per il resto dell’anno e poi recuperare durante le feste natalizie le rotondità ed il gonfiore persi con tanti sacrifici ed ore in palestra o in sauna; i chili accumulati nel tempo risultano meno dannosi rispetto a quelli collezionati in pochi giorni da Natale all’Epifania.

Mi rendo conto che spesso, quando esageriamo con un lauto pasto, corriamo il rischio di proseguire il peccato per il resto della giornata o della settimana, della serie “Vabbè, da lunedi riprendo!”. Confermate? Questo è l’errore più grosso che si possa commettere. Prendete coscienza dell’abuso fatto e rimediate in fretta, rinunciando magari ad una normale cena e sostituendola con una porzione di frutta e verdura cruda, senza comunque esagerare.
Mi rendo conto anche che il Natale non faccia rima con dieta sana, regolare, equilibrata, fra dolciumi, cotechino, affettati, pettole, focacce e frutta secca. Tuttavia sfruttate ogni occasione di convivialità anche per trascinare i vostri cari fuori di casa per fare una bella passeggiata, fate le scale e parcheggiate lontano. Piccoli stupidi consigli, che però se seguiti ogni giorno danno i loro frutti.
Preferiti contorni di verdura cruda e cotta, e se il vostro autocontrollo è minato da elaborate preparazioni, tenete a bada le vostre mandibole e decidete che al massimo, fra Vigilia, Natale, Santo Stefano, Veglione e Capodanno, ci debbano essere solo 2 occasioni in cui sgarrare: tutte sono troppe!!!
Giusto qualche esempio per essere più chiara: una porzione di torrone o panettone a fine pranzo dopo antipasti, primi e secondi, e avrete buttato giù con un solo pasto le calorie che sarebbero state necessarie per fronteggiare due giorni. Poi, magari, a fine serata, quando tutti vanno via ripuliamo i piatti dagli avanzi, dalle ultime cartellate o patatine offerte agli ospiti, decidendo di farci del male fino in fondo: la cronobiologia ci insegna infatti che la sera è l’ora peggiore per assumere alimenti contenenti carboidrati, soprattutto complessi.
Decidete di mangiare un solo primo piuttosto che due, il pesce più che la carne e se vi piace cucinare, preferite cotture leggere e non troppo elaborate, tenendo a bada i condimenti ed evitando dadi e margarine. Divieto assoluto di Coca Cola e aranciata: tutti zuccheri inutili!!!
Non si dice forse che a Natale dobbiamo essere tutti più buoni? E allora cominciamo con il volere più bene alla nostra salute e a quella delle persone che ci circondano.
Vi auguro Buone Feste!
La vostra nutrizionista
dott.ssa Sara Fiume
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La ricetta di Nizia
Una delle mie torte autunnali preferite è questa: La Sfogliata di Zucca

Ingredienti:
- una confezione di pasta sfoglia pronta – 300 gr di zucca mondata – 100 gr zucchero – 150 gr amaretti – mezzo bicchierino di liquore all’amaretto o mandorla – un cucchiaio di farina
Preparazione:
Cuocere la zucca al forno, schiacciarla con la forchetta in modo da ottenere un composto omogeneo. Unire lo zucchero, la farina, il liquore e metà degli amaretti sbriciolati.
Rivestire una teglia con la pasta sfoglia, bucarellare il fondo, cospargerlo con gli amaretti rimasti e riempire con il composto di zucca..
Cuocere 30 min circa. Servire fredda.
A me piace molto, spero anche a voi.
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Ricetta a cura di Rita (Az.Agr. Malerba di Montella)

Dose per 4 persone
Ingradienti:
1 kg di castagne, 200 g cioccolato fondente, 200 g zucchero al velo vanigliato, 2 cucchiai di panna, 3 cucchiai rhum latte, caco amaro, 40 g burro.
Preparazione:
Togliete la prima buccia alle castagne e lessatele per venti minuti. Togliete anche la seconda pellicina e mettetele in una casseruola. Copritele a filo di latte e cuocetele finché il liquido non si sarà assorbito. Scolatele bene perché non resti traccia di liquido e passatele allo schiacciapatate. Unite lo zucchero alla purea, la panna e il rhum mescolando bene. Sciogliete a bagnomaria il cioccolato e il burro, poi unitelo al composto mescolando sempre accuratamente per amalgamare gli ingredienti. Mettete tutto in frigorifero per un’oretta, formate delle palline che rotolerete nel cacao amaro.
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Ricetta a cura dello Chef Angelo Sabatelli
per 4 porzioni
600 g Pomodori (o pomodorini)
100 ml Olio Extra Vergine di Oliva
4 spicchi Aglio
origano, sale, pepe e zucchero qb
Pasta all’Uovo:
200 g Farina 00 – 200 g Semola Rimacinata di Grano Tenero – 10 g Sale – 20 ml Olio Extra Vergine di Oliva – 4 Uova Intere
Salsa:
300 g Vongole Veraci – 1 spicchio Aglio – 60 ml Olio Extra Vergine di Oliva – 1 Limone

Procedimento:
Mettere tutti gli ingredienti per fare la pasta in un robot da cucina e frullare fino a quando si forma l’impasto (operazione che si puo’ fare a mano), avvolgere nella pellicola e far riposare per 30 minuti.
Lavare i pomodori, fare una leggera croce e tuffarli in acqua bollente per 10 secondi circa. Scolare in acqua ghiacciata, pelare, tagliare in quattro ed eliminare i semi, mettere in teglia e condire con i sopracitati ingredienti. Infornare a 110*c per circa 90 minuti. Quando sono freddi tritarli grossolanamente, aggiustare di sale e pepe se occorre.
Stendere la pasta ad uno spessore di 2mm, tagliare in quadrati di 8cm per lato, spennellare con acqua e porre dei cucchiaini di ripieno, chiudere a fazzoletto e poi a raviolo.
In una padella far dorare lo spicchio d’aglio con meta’ olio d’oliva, aggiungere le vongole e coprire, non appena accennano ad aprire aggiungere una spruzzata di succo di limone e il restante olio di oliva e far ridurre.
Finitura:
Cuocere i ravioli in abbondante acqua salate, versarli nella salsa e mantecare. Posizionare in quattro piatti e servire con una grattata di buccia di limone.
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Nella notte tra l’1 e il 2 novembre, secondo la credenza popolare pugliese, le anime dei defunti dopo un lungo e faticoso viaggio, tornano dall’aldilà.
E’ questo il motivo per cui, proprio in questa notte, la tradizione prevedeva che fosse imbandita la tavola per dar modo alle anime di trovare ristoro.
Se in Campania e Lombardia veniva lasciato un secchio colmo d’acqua in cucina per dissetare i defunti, in Piemonte si aggiungeva un posto a tavola come segno di accoglienza, Basilicata e Calabria avevano un’usanza più lugubre: si andava al cimitero e si allestiva un banchetto sulla tomba dei proprio cari ed i passanti venivano invitati a prenderne parte.
In Puglia, Toscana e Sardegna invece, la tavola veniva imbandita appositamente per la notte in modo che i defunti potessero rifocillarsi.
I dolci dei morti simboleggiano i doni che i defunti portano dal cielo e contemporaneamente l’offerta di ristoro dei vivi per il loro viaggio. Un modo per esorcizzare la paura dell’ignoto e della morte.

A Manfredonia prima di andare a dormire, i bambini fissavano al bordo dei loro letti delle calze, chiamate “cavezette di murte” che durante la notte, venivano colmate di dolci dai defunti che passavano.
Sempre nel Tacco d’Italia, i ragazzi bussavano alle case e cantando una sorta di serenata ricercavano “l’aneme de muerte” (l’anima dei morti) e venivano fatti entrare in casa e rifocillati con vino, castagne e taralli.
Le fave sono da sempre state considerate il cibo rituale dedicato ai defunti e venivano servite come piatto principale nei banchetti funebri. I Romani le consideravano sacre ai morti e
ritenevano che ne contenessero le anime. Dal Piemonte alla Sicilia sono infinite le preparazioni casalinghe, artigianali o di pasticceria, ma quasi ovunque i nomi attribuiti sono similari, tralasciando le varie forme dialettali.
I dolci rappresentano il cibo rituale più usato in tutte le tradizioni regionali per commemorare il Giorno dei Morti. Quelli più usati sono biscotti di consistenza più o meno dura, in genere a base di mandorle, pinoli, albumi e qualche volta cioccolato. Questi biscotti vengono chiamati “fave dei morti” o “fave dolci” e spesso hanno la forma delle “ossa di morto”.
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